Catalogo

LE NOSTRE COLLANE


GLEIS 13 −
Collana di viaggi narrativo-fotografici accoglie opere in cui la narrazione dialoga con la documentazione fotografica (formato 21×21)
SQUARE 17   Collana di taccuini di memorie e poesie in immagini e parole (formato 17×17)
IL DADO E LA CHIAVE
Collana di narrativa breve

LA SELCE E IL LOTO Collana di traduzione poetica con testo originale (fino ad ora opere in inglese, americano, francese, ceco e finlandese)
QUERCUS SUBER Collana di poesia contemporanea (poesia che esplora vicinanze con la musica, l’aforisma, la performance espressiva)
INTERNO 10 Collana di poesia contemporanea, una scrittura più classica, lingue locali con testo a fronte, un formato particolare pensato per le esigenze della scrittura poetica selezionata per questa collana (formato 12×20)



GLEIS 13
COLLANA DI VIAGGI NARRATIVO-FOTOGRAFICI

AUTORI & OPERE
fotografie di Giuseppe Varchetta
testi di Nerina Garofalo e Aldo Iori

Cover AUTORI&OPERE

Quasi 50 gli artisti fotografati da Giuseppe Varchetta: soggetti appartenenti all’arte figurativa, alla letteratura, al design, alla musica. Possibili dittici costituiti dal ritratto dell’autore con la sua opera. Primo Levi, Ettore Sottsass, Pina Bausch, Luigi Nono, Joseph Beuys, Renzo Piano, Gianni Berengo Gardin, Jannis Kounellis, Evelina Schatz, Valerio Magrelli, Michele De Lucchi, Luciana Savignano, John Coetzee, Enzo Mari e Lea Vergine, Luciano Berio, Giulio Paolini e altri sono ritratti mentre spiegano, parlano, agiscono o recitano o solamente pensano, guardando il mondo, stanno in esso, mai in posizione passiva ma sempre cogitante. 

Come rileva Aldo Iori nel testo Appunti di sguardi: «Giuseppe Varchetta […] dal mondo, che inesorabilmente scorre e muta, […] sceglie alcune immagini separandole dal rumoroso contesto, distillandole in sguardi che divengono, come lui stesso afferma, appunti su incontri preziosi con autori e opere. Il pensiero diviene forma nello scatto fotografico, nel tempo della visione che muta in riflessione.» E aggiunge Nerina Garofalo: «Varchetta cattura il sorriso, riama l’autore e poi l’opera, facendosi complice, portatore salvifico del più bello dei sentimenti del tempo. Poter dire senza alcuna parola, la gioia spaurita di essere mondo».

GIUSEPPE VARCHETTA, psicologo dell’organizzazione è socio fondatore di Ariele. Dopo una lunga esperienza nell’area della formazione, è stato professore presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. È parte della direzione della rivista «Educazione Sentimentale». Fotografa “da sempre”, coltivando con la propria macchina fotografica alcuni temi d’elezione: la relazione utente-arte contemporanea, il paesaggio e l’arte urbani, il lavoro organizzativo, il ritratto “a mano”. Lavora esclusivamente in bianco e nero, con macchine analogiche. Sito internet: www.giuseppevarchetta.it

NERINA GAROFALO narrative thinker, esordisce nel 2008 con La circoncisione delle parole (Format, Novi Ligure). Con Giuseppe Varchetta pubblica On s’est reconnus, Paris (Edizioni del Foglio Candestino, 2014) e “Complice lo spazio” («Educazione Sentimentale» 24/2016). Ha collaborato come autrice e curatrice con l’editore Gianmario Lucini. Suoi testi sono presenti in riviste, raccolte e antologie.

ALDO IORI è docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia ‘Pietro Vannucci’ di Perugia. È interessato ai rapporti spaziali dell’opera e alle connessioni tra questa e il luogo. Si è occupato del lavoro di artisti internazionali con testi scientifici sulla loro opera; ha curato numerose mostre personali e collettive. Collabora con musei, gallerie e istituzioni private in Italia e all’estero. È redattore di «AEIUO», «Lettera Internazionale» e «MOZ ART».

 

berengogardin 02 Autori & Opere

bausch 01 Autori & Opere

Magrelli 07 Autori & Opere

 

Qui comincia…Radio 3 Rai del 21 marzo 2017
La Balena Bianca articolo di Alice Nidasio
Radio Popolare Trasmissione I Girasoli del 19/11/16
Icon/Panorama articolo di Micol De Pas


DOPPIA ESPOSIZIONE. BERLIN 1985-2015
Natascia Ancarani

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324 pagine – 20 €uro – 21 x 21 cm – ISBN 978-88-940190-1-8
Gleis 13 – 1. Progetto grafico di D. D’Angelo.
In copertina: Torre della televisione e Nikolaiviertel. Gru. Berlino Est, 1985. Fotografia di P. Woelck
Retro copertina: Mitte, Tucholskystraße. Palazzo velato, Berlino, 2013. Fotografia di Elda Papa. Note di F. Romanò e S. Lagrotteria

Al volume è stata dedicata la trasmissione di Radio 3 Rai “Qui comincia…” del 2 marzo 2016.

Un saggio narrativo-fotografico in cui l’autrice ricostruisce la trasformazione di tre quartieri berlinesi dal 1985 ai nostri giorni, scegliendo di descrivere alcuni luoghi esemplari come Potsdamer Platz, Bernauer Straße, Prenzlauer Berg, Kreuzberg. Una strana “guida” romantica di Berlino che conduce per mano il lettore/turista a scoprire nella città ricostruita le tracce della città scomparsa come “una doppia esposizione”. Il tessuto narrativo dialoga con un’ampia documentazione fotografica costituita da 134 fotografie di Michael Hughes, Wolfgang Krolow, Elda Papa, Peter Woelck e altri contributi del ‘Landes Archiv’. Completano il volume i saggi di Franco Romanò e di Sergio Lagrotteria e una sezione di testi poetici ispirati alla città tedesca (Kunze, Czechowski, Celan, Heym, Szymborska).

Natascia Ancarani Nata nel 1961 da famiglia contadina a Conventello, in provincia di Ravenna, ha studiato filosofia a Pavia laureandosi con una tesi su Freud. Insegna lettere nelle scuole superiori. Nel 1993 partecipa con un saggio a una ricerca sulla violenza: M. Rampazi, D. Scotto di Fasano (a cura di), Il sonno della ragione. Saggi sulla violenza, (Dell’Arco 1993). Nel 2006 vince il concorso “Pubblica con noi” di Fara con Palazzo della Repubblica e altri racconti, pubblicati nell’antologia 3×2. Altri saggi e racconti sono presenti nelle antologie: La poesia, il sacro, il sublime (Fara 2010), Scrivere per il futuro al tempo delle nuvole informatiche (Fara 2012), Letteratura… con i piedi (Fara 2014).

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ASCOLTA la Trasmissione Qui Comincia di RADIO 3 RAI su Doppia esposizione. Berlin 1985-2015

DICONO DI DOPPIA ESPOSIZIONE. BERLIN 1985-2015

Qui comincia… Radio 3 Rai
Radio Popolare I Girasoli min 33,37

La rivista il Mulino articolo di Bruno Simili
L’Indice dei libri del mese recensione di Anna Chiarloni
Il Sole 24 ore articolo di Stefano Biolchini
D Repubblica intervista a Natascia Ancarani
Icon/Panorama articolo di Micol De Pas
Margutte articolo a cura di Silvia Pio
La Provincia Pavese
Il cittadino di Lodi
Narrabilando articolo di Subhaga Gaetano Failla
Pagina Tre
Agenda di scrittore
Cuorincarta
Berlino Magazine
Chronica Libri articolo di Giulio Gasperini 


SQUARE 17
TACCUINI di MEMORIE e POESIE in immagini e parole

MEMENTO VIVERE
Taccuino poetico-fotografico di Donatella D’Angelo  NOVITÀ

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15 €uroISBN 978-88-940190-8-7
Square 17 – 3 – 128 pagine – 17 x 17 cm

LA PRIMA RACCOLTA POETICO-FOTOGRAFICA di Donatella D’Angelo
sull’AMORE E LA MORTALITÀ della CARNE
con 12 fotografie della serie Los respiros del Alma
in collaborazione con Josè Lasheras

Note di lettura di Luigi Cannillo e Lorenzo Gattoni
Nota critica di Giovanna Gammarota

Morte, vita e tempo sono le colonne portanti di Memento vivere. Questo taccuino di poesie, fotografie e memorie è l’esordio poetico dell’artista milanese Donatella D’Angelo.
Articolato in tre sezioni raccoglie i suoi scritti dal 2013 al 2016 e 12 fotografie della serie Los respiros del Alma, realizzate in collaborazione con il fotografo Josè Lasheras, che è scomparso nel 2014 ed è ispiratore, protagonista e in un certo senso destinatario della raccolta.

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© Los respiros del Alma#7 Donatella D’Angelo e Josè Lasheras 2013

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© Los respiros del Alma#5 Donatella D’Angelo e Josè Lasheras 2013

Memento Vivere Los respiros del Alma#7 web (3)

© Los respiros del Alma#6 Donatella D’Angelo e Josè Lasheras 2013

«Il corpo poetico di D’Angelo si svolge, si dipana in una condizione di effi­cace equilibrio, proprio come i suoi corpi fotografici sembrano fluttuare negli spazi domestici in pose fisicamente improbabili ma poeticamente necessarie a collocare e a segnare una presenza. Le fotografie marcano questa presenza e allo stesso tempo scavano la sua assenza. Po­esie prive anche di finzioni, di nascondimenti, ove la parola si presenta nuda, esattamente come la nudità è essenza dell’immagine fotografica». Lorenzo Gattoni

Donatella D’Angelo (Milano 1966) lavora dagli anni ‘80 nel campo delle arti visive. E’ tra gli artisti selezionati per il secondo volume dell’antologia sull’autoscatto curata da Giorgio Bonomi in uscita nel 2016. Ha esposto in collettive e personali in Italia, America e Francia; è apparsa su varie pubblicazioni di settore. Sue opere sono parte dell’Archivio Nazionale dell’Autoritratto Fotografico del MUSINF di Senigallia e ha vinto il Primo Premio del “II Concorso Nazionale LABirintiFOTOgrafia 2015” con la serie Los respiros del Alma in collaborazione con Josè Lasheras. Alcuni dei suoi racconti e poesie sono apparsi su riviste e blog letterari e pubblicati in antologie.
Sito dell’artista  donatelladangelo.wix.com

Josè Lasheras (Madrid 1962 – Lanzarote 2014) studia fotografia al CEI (Centro de Estudios de la Imagen) di Madrid. Nel 1986 si trasferisce a Milano, dove inizia la sua attività come fotografo still life collaborando con alcune riviste di Conde Nast Italia e diverse agenzie di pubblicità. Nel 1989  volge il suo interesse anche al disegno e alla pittura. Nel 1996 si trasferisce a Londra. Sono usciti alcuni libri con le sue fotografie, tra cui Coiture Chocolate che vince numerosi premi. I suoi lavori di ricerca individuale sono stati esposti in mostre personali e collettive, pubblicati in volume e su riviste oltre che in Italia e UK, anche in altri Paesi.

Intervista a Donatella D’Angelo apparsa su inAsherah Art nel marzo 2015 , a cura di Christian Humouda.

DICONO DI MEMENTO VIVERE

Carteggi Letterari articolo di Antonio Devicienti
Doppiozero articolo di Silvia Mazzucchelli
Memento Vivere su Perigeion articolo di Nino Iacovella
Chronica Libri articolo di Giulio Gasperini
Margutte articolo di Silvia Pio
Magazzini Insesistenti
Pioggia Obliqua
Critica Impura


 

ON S’EST RECONNUS, PARIS  seconda edizione 
Taccuino fotografico di Giuseppe Varchetta
con una narrazione di Nerina Garofalo

978-88-940190-0-1
con 84 istantanee parigine
120 pagine – 12 €uro – 17 x 17 cm. – ISBN 978-88-940190-0-1

Collana Square 17  Progetto grafico di G. Franceschi, G. Gavioli e L. Salvatore
In copertina: À bientôt (1 e 2), Parigi 1988. Fotografia di G. Varchetta

Nell’antica sala parigina per cinema e concerti, resa quasi deserta dai preparativi serali della vigilia di Natale, due uomini siedono in quinta fila. Uno dei due è un fotografo e ha con sé il suo portfolio con un centinaio di scatti analogici realizzato a Parigi nell’ ultimo trentennio. Quella sala, in cui si proietta Jules e Jim di Truffaut, è il pretesto di una storia per poesia e immagini, dentro le atmosfere parigine, vissute e immaginate. Una ragazzina curiosa attraverso le fotografie che scopre progressivamente, prova ad immaginare la propria vita futura e felice…

 

On s est reconnu paris riflesso

On s est reconnu paris 2

Giuseppe Varchetta, psicologo dell’organizzazione è stato professore presso l’Università di Milano-Bicocca. Fotografa “da sempre” coltivando alcuni temi d’elezione: la relazione utente-arte contemporanea, il paesaggio e l’arte urbani, il lavoro organizzativo, il ritratto “a mano”. Lavora esclusivamente in bianco e nero. Il suo sito è all’indirizzo: www.giuseppevarchetta.it.

Nerina Garofalo è una narrative thinker. Si occupa di formazione e consulenza alle imprese. Ha fondato e coordina il Laboratorio di scrittura short Ed e il network Indigos Project. Coordina progetti di scrittura partecipata, alcuni blog e matrici di sogno sociale.

DICONO DI ON S’EST RECONNUS, PARIS

Margutte.com articolo di Silvia Pio
Redazione di Libri nuovi in piazza articolo di Massimiliano Varnai
Chronica Libri articolo di Giulio Gasperini
Samgha articolo di Paride Leporace


IL DADO E LA CHIAVE
COLLANA DI NARRATIVA BREVE

 

Elena Schwartz
GLI OMUNCOLI E ALTRE STORIE

Omuncoli edizioni del Foglio Clandestino
182 pagine – 12 €uro – 13 x 18 cm – ISBN 978-88-905434-4-9
Il dado e la chiave – 5. (traduzione di P. Galvagni, nota di M. Albé). Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Dalla finestra si vede l’Europa, fotomontaggio digitale di G. Quartero

Questo volume è la prima raccolta in lingua italiana dei racconti di Elena Schwartz, poeta russa tradotta in 17 lingue.

L’irruzione del mistero e del trascendente nel quotidiano. È di questa esperienza e delle sue conseguenze che si informa la biografia, poetica e umana, di Elena Schwartz, una delle voci più innovative e originali della poesia russa contemporanea: ed è questa biografia che ci si rivela nei racconti qui presentati. Si delineano nitidamente, sullo sfondo sfuggente della realtà, le questioni predilette: l’autobiografia, la condizione femminile, la storia, la poesia, il sogno, la redenzione dell’uomo. […] il trascendente è intuito per il tramite delle cose di tutti i giorni, i piccoli gesti d’affetto, la sensibilità femminile, il pianto e il riso, e poi l’assoluta tristezza, o l’assoluto stupore del mondo, propri solamente di certi momenti dell’infanzia, insomma tutto ciò che apre l’uno all’altro l’uomo e il mondo. (Dalla nota Elena Schwartz: l’opera al rosso di M. Albè)

Elena Andreevna Schwartz (Leningrado 1948-2010). Ha esordito nel 1972 con due poesie apparse sul giornale dell’università di Tartu. Negli anni Settanta ha frequentato gli ambienti letterari clandestini. A partire dalla metà degli anni Ottanta ha pubblicato versi in Occidente. Dal 1989 ha potuto pubblicare anche in patria. Suoi versi sono apparsi su molte riviste russe e in volume. Agli ultimi anni risalgono i volumi antologici Stichotvorenija i poemy [Poesie e poemi] (1999).

ASCOLTA la Trasmissione Qui Comincia di RADIO 3 RAI su Omuncoli e altre storie


Ignacio Hormigo de la Puerta
L’INQUILINO DEL VENTESIMO PIANO

978-88-905434-8-7
126 pagine – 10 €uro – 13 x 18 cm. – ISBN 978-88-905434-8-7
Il dado e la chiave – 4. (traduzione di E. Cadelli)
Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina numero venti fotomontaggio digitale di G. Quartero

Il volume racchiude oltre 40 racconti che si snodano attraverso strutture complesse, velocemente articolate e disciolte fino a circuire il lettore e a portarlo allo sbocco di soluzioni spesso sorprendenti. L’inquilino del ventesimo piano è un libro di tattiche che insegna come catturare l’infinito e farselo sfuggire solo un attimo prima che l’appagamento diventi illusione. Lo stile ironico e mai greve sottrae questa illusione alla logora malinconia rinunciataria, trovando invece le risorse per diventare slancio e invenzione, apertura creativa, soluzione, magari precaria, ma almeno per un attimo soluzione. (Dalla nota di lettura di F. Scaramozzino)

«… piccole storie di cronopios e famas che saranno deliziati di fare un viaggio in Italia». (Dalla nota della traduttrice E. Cadelli)

Ignacio Hormigo de la Puerta (Getxo, Paesi Baschi, 1974). Ha pubblicato nel 2002 il volume Nimiedades. Oggi vive a Siviglia e insegna nella scuola pubblica. La presente opera è la prima traduzione italiana in volume.
Eleonora Cadelli, nata nel 1980 da padre friulano e madre calabrese, entrambi con mamme narratrici e involontarie generatrici di storie incredibili.


Emilio Paolo Taormina
INCHIOSTRO

978-88-902114-8-5
136 pagine – 8 €uro – 13 x 18 cm – ISBN 978-88-902114-8-5.
Il dado e la chiave – 3. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Inchiostro fotomontaggio digitale di G. Quartero. In esaurimento

Il bambino di una famiglia palermitana, benestante e ospitale, attraversa le vicende della seconda guerra mondiale e vive lo smarrimento e il dissesto generati da lutti e crolli, bombardamenti, arrivi di sfollati, passaggi di truppe, alleate o nemiche. In questo contesto, costellato di aneddoti e incontri con personaggi anche eccentrici, declinati soprattutto al femminile, il protagonista sviluppa la sua conoscenza della realtà, più empirica che teorica […]. Taormina utilizza la grana finissima della sua poesia per tessere in racconto i ricordi di un’infanzia che è insieme cifra e radice di una vicenda esistenziale intima e universale. Il risultato sono lo sguardo e il respiro di un bambino, sguardo che illumina e custodisce, respiro che nomina e ordina, pulsione viva portata allo spasimo in un lungo e articolato racconto […]. Dall’ Introduzione di F. Scaramozzino.

Emilio Paolo Taormina è nato nel 1938 a Palermo dove vive. Dal ‘62 cura un’attività commerciale specializzata in musica rock, folk, blues, jazz. Sue opere sono state tradotte in 9 lingue. È presente in antologie e riviste internazionali. Per le nostre edizioni ha pubblicato i volumi di poesia Lo sposalizio del tempo, Le regole della rosa e La cengia del corvo.


Renato M. Fondi
RACCONTI

978-88-905434-1-8
266 pagine – 15 €uro – 14 x 22 cm. – ISBN 978-88-905434-1-8
A cura di G. Gavioli, note di A. Robbins e F. Romanò. In copertina Textile elaborazione di G. Franceschi da W. Morris. In esaurimento

I 52 racconti che entrano in questo libro, ci portano dentro un laboratorio aperto. Alcune linee di fondo emergono chiaramente: la vena ironica dell’autore e il suo amore per la natura che traspare persino dai titoli di alcuni racconti: Il Respiro dell’Oceano, Quei grandi fiori bianchi e molti altri. L’inquietudine e la malinconia che a voltesi esprime in forme che tendono più all’assurdo, come ne Il Muro, altrove in modi più tenui e sconfinanti nel grottesco. L’obiettivo della scrittura narrativa di Renato Fondi è quello di divertire il suo lettore. L’autore lo fa con un meccanismo classico nascondendo nel racconto qualche segreto fatto o astrusa idea sin quasi alla conclusione; ci intriga, stuzzica la nostra curiosità, stimola la meraviglia persino. Il lettore si conceda un racconto di questi 52 ogni settimana per un anno, assaporando i misteri, le sorprese e…la malinconia. (Dalle note di F. Romanò e A. Robbins).

Renato M. Fondi (Milano, 1944-2010) è stato senz’altro un uomo poliedrico. Figlio del pittore e incisore Mauro Fondi (1913-1988). Laureato in fisica, ha mantenuto l’interesse nella scienza per tutta la vita; ha insegnato matematica e ha lavorato per diverse aziende nell’area informatica. Appassionato di fotografia, amante della montagna, ma non in senso atletico: fotografava i paesaggi e i fiori. Anche di questi aveva una conoscenza approfondita: collaborava con il ‘Forum dei fiori’ per l’identificazione delle specie. Organizzatore e moderatore sempre intelligente di un ‘Caffè letterario’ era anche scrittore, come suo nonno Renato. Soprattutto di racconti.


LA SELCE E IL LOTO
COLLANA DI TRADUZIONE

AA. VV.
POETI E AFORISTI IN FINLANDIA
a cura di F. Caramagna e G. Gavioli
traduzioni di L. Casati e A. Parente e una nota di P. Loikala

978-88-905434-3-2-PER-SITO
240 pagine – 14 €uro – isbn 978-88-905434-3-2. Terza edizione
La Selce e il Loto – 5. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Light blue tree, 2012. In esaurimento

Il progetto editoriale ha ottenuto il Patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia.

L’antologia Poeti e aforisti in Finlandia, ormai alla sua terza edizione, presenta la traduzione italiana di liriche e aforismi finlandesi moderni, raccogliendo la produzione di 14 autori (tra cui Paronen, Envall, Feiring), con un’ampia selezione di contributi femminili (come Manner, Rekola e Anhava). Con il testo originale.

Il libro è stato presentato nell’ambito del festival “Caffè Helsinki”, organizzato dalle edizioni Iperborea alla presenza dell’Ambasciatore Petri Tuomi-Nikula. È stato ospitato alla Fiera internazionale del libro di Francoforte e adottato da alcune scuole di Jyväskylä. Al libro è stata dedicata la trasmissione Qui comincia… di Radio 3 Rai e due recensioni nazionali: nell’inserto domenicale del «Sole 24 ore» e in ‘Alias’ del «Manifesto».

«Questo volume, vera novità nel panorama editoriale nazionale, propone l’idea di una cultura e di una lingua molto diverse da quelle del resto dell’Europa che riflettono l’anima di un popolo vissuto da sempre a stretto contatto con la natura e i suoi fenomeni. Il mistero delle sue origini e la musicalità della sua lingua, tramandata oralmente per generazioni, ci comunica sensazioni come quelle provate dai primi viaggiatori giunti all’Ultima Thule, dove il cielo e la terra si toccano». P. Loikala

ASCOLTA la Trasmissione Qui comincia di Radio 3 RAI su Poeti e Aforisti in Finlandia


 

Irving Stettner
HURRAH!

978-88-905434-6-3
174 pagine – 12 €uro – 13 x 18 cm – ISBN 978-88-905434-6-3
La selce e il loto – 4. traduzione di E. Sughi e cura di D. Argnani.
Contiene 10 sketches dell’autore
Progetto grafico di G. Franceschi e G. Gavioli. In copertina Hurrah!, Ideogrammi di PFR 2011

La poesia di Stettner è il racconto di una vita di scelte e confronti, di amore e gioia, di rabbia e ribellione. Nei suoi versi c’è il senso lirico e solare della forma e dei contenuti, la rabbia contro le ingiustizie e contro la guerra, la gioia di abbracciare il mondo con tutte le sue contraddizioni. La sua rivolta è stare sulla strada, ‘on the road’ con le ‘suole di vento’ come Rimbaud, ma senza smentire né confondersi con la beat generation di Jack Kerouac o Allen Ginsberg, Gregory Corso, William Burroughs o Lawrence Ferlinghetti. Irving Stettner va per conto proprio, inseguendo il sogno di realizzarsi in un mondo diverso, con regole nuove e universali. […] Una poesia profondamente appassionata e fervidamente tesa che pone l’autore in quella schiera di poeti out, cioè diversi, che in America vivono nei sobborghi delle grandi metropoli e la cui poetica può essere considerata di tipo irregolare-anarcopacifista-contestataria-libertaria. (D. Argnani)

Discendente di immigrati tedeschi, Irving Stettner è nato a Brooklyn il 7 novembe 1922. Ha svolto diversi lavori prima di dedicarsi esclusivamente all’attività di pittore e scrittore. Come acquerellista ha tenuto molte mostre in America, in Francia e in Giappone, sua seconda patria. È stato editore di «Stroker», una rivista quasi artigianale di ‘prosa, poesia e arte’. Decisivo è stato il suo incontro, prima letterario poi anche personale, con Henry Miller che divenne suo amico e collaboratore della rivista. Con lui ha avuto negli anni un’importante corrispondenza. Stettner è scomparso nel 2004.


Peter Russell
THIS IS NOT MY HOUR (‘Sonetti’ a cura di R. Bisso)

978-88-902114-6-1
122 pagine – 12 €uro – 13×18 cm – ISBN 978-88-902114-6-1. In esaurimento
La selce e il loto – 3. Progetto grafico di G. Franceschi e L. Salvatore

«Nell’estate del 2000 Peter Russell mi inviò, ‘con preghiera di traduzione’, una raccolta dattiloscritta di poesie […]. La ‘preghiera’ in realtà sottintendeva l’urgenza di una traduzione rapida perché Peter intendeva pubblicare quanto prima la raccolta. Ma io non riuscivo assolutamente a conciliare la rapidità richiesta con la cura necessaria al lavoro […] Dopo la morte di Peter, la responsabilità per il dono e la sfida che avevo lasciati in sospeso mi ha spinto a proporre al Foglio Clandestino una scelta dei ‘Sonetti’ […]. (R. Bisso)

1

A volte penso che tutto sia perduto, che questa fatica
sia solo uno spreco di tempo.
I ricchi e famosi la fanno franca col crimine; — io
ho speso tutto il mio per la poesia, a un costo
che la gente considera folle. Alcuni,
ben che vada, si figurano le pretese del Sublime,
più raro ancora è chi ravvisi in una rima
l’Estasi diagnosticata da Longino.
Gli ininterrotti talk-show del Parlamento
cambiano l’ardua cultura in spettacolo,
dettano legge pubblicità e profitto,
tutto è speso in distrazioni e lotterie, —
«Son sano!», sbotto, «e tutto il mondo è pazzo!», —
Eli era cieco, e Samuele udì il richiamo.

23

Sono poesia e non la faccio, e per sempre. E i
giorni passano, mescolati nel vetro magico, il futuro
e il passato: la storia fusa insieme all’avvenire, al
non ancora visto. E suggerisce l’immaginazione,
fedele e ferma: come le stelle. Il resto è confusione,
e così vive la massa — ‘Molto rumore’, e cose basse,
e basta.

Non m’interessano finzioni e fantasie. Ragione
sempre pronta, io sogno le immagini della mente
Universale, scortato dall’intransigente Dea che non
concede sogni vani autoindulgenze. Inconfinabile è
Immaginazione.

Il poeta inglese Peter Russell nasce a Bristol il 16 settembre 1921 e muore a San Giovanni Valdarno il 22 gennaio 2003. Ultimo dei grandi lirici moderni, erede della tradizione simbolista e modernista che ha avuto in Yeats, Eliot e Pound i massimi esponenti, fu inserito fra i candidati al Nobel. Assai ricche le vicende umane e letterarie. In una continua compenetrazione tra vita vissuta, momento creativo e produzione letteraria, Russell ha vissuto, prima a Berlino, intervallando poi il successivo periodo italiano con lunghi soggiorni all’estero, in Canada, negli Stati Uniti e quindi in Iran. L’Italia è stata il suo paese prediletto e dopo il prolungato soggiorno veneziano, dal 1983 è vissuto a Pian di Scò (AR) e nel mulino de ‘La Turbina’ trasformato in una casa-biblioteca arredata soltanto con pochi mobili e con diecimila volumi, oltre a un prezioso archivio personale. Nella casa di riposo di Castelfranco di Sopra, dove era stato costretto a trasferirsi nel 2001, è sopravvissuto in uno stato di quasi totale cecità, mantenendo col mondo soltanto sporadici contatti epistolari, ma continuando tenacemente la sua ricerca poetica. Anche negli scritti di quest’ultimo periodo aveva conservato un’acuta percezione della purezza della natura, nella sua opera spesso contrapposta ai disastri della civiltà moderna. Le sofferenze fisiche hanno preso il sopravvento quando si sono unite alla mancanza di stimoli.

Peter Russell dal 2003 è redattore onorario de Il Foglio Clandestino e ha fatto parte della redazione del nostro Aperiodico Ad Apparizione Aleatoria dal 1994 all’anno della sua morte.

 


Tristan Corbière
GLI AMORI GIALLI (Tomo I) a cura di L. Salvatore 

978-88-902114-3-0
314 pagine – 15 €uro – 12 x 17 cm – ISBN 978-88-902114-3-0 – (300 copie numerate). In esaurimento
La selce e il loto – 2. Progetto grafico di G. Gilberto. Copertina di B. Favaro e G. Franceschi

Con un lavoro meditato e assai curato Luca Salvatore ci regala la traduzione di quest’opera ironica e graffiante (tomo I), condotta sul testo originale del 1873.  Tristan Corbière, poeta dalla scrittura decisa, che sa affondare con ironia e determinazione la sua parola nei punti nevralgici della propria esistenza, pubblica nel 1873, a spese del padre, la sua unica raccolta di poesie, “Les Amours jaunes”, che passa inosservata. Tristan è una scoperta postuma di Verlaine, che gli consacra un capitolo del suo saggio “Les Poètes maudits” (1883).

Tristan Corbière (Morlaix 1845- Morlaix1875), come Verlaine ebbe a dire: « fu Bretone, uomo di mare, […]; marinaio senza averne la spocchia e soprattutto la sete insaziabile, ma votato furiosamente al mare che solcava solo quand’era in tempesta […] Incurante del Successo e della Gloria al punto da avere l’aria di sfidare quei due imbecilli, senza mostrargli un briciolo di pietà! Passiamo sopra l’uomo, che fu grandissimo, e parliamo del Poeta. Come rimatore e come prosodista non ha nulla d’impeccabile, cioè a dire di disgustoso. […] Gli impeccabili, quelli sono… un po’ di tutto. Legno, legno e nient’altro che legno. Corbière era fatto di carne ed ossa, semplicemente».


Petr Halmay
L’IMPRONTA DEL TEMPO  (traduzione di A. Parente)

978-88-902114-2-3
112 pagine – 8 €uro – 12 x 17 cm. – ISBN 978-88-902114-2-3
La selce e il loto – 1. Progetto grafico di G. Gavioli. Copertina di B. Favaro.

Grazie alla passione e alla competenza di Antonio Parente abbiamo la possibilità di leggere e apprezzare questo poeta, conosciuto dal pubblico solo nel 1991 con la prima sua pubblicazione in patria dove anche a Petr Halmay, come ad altri autori di talento, era imposto il silenzio. Una poesia che ci conduce ‘ai margini del mondo’. Come nota Pavel Hruška: «Le considerazioni sulle possibilità e le limitazioni del gesto letterario/creativo fanno parte dei temi centrali che caratterizzano fino a questo momento la produzione del poeta. Ma pur se egli guarda al processo di creazione poetica, tra l’altro, come ad una sorta di autoanestetico, qualcosa di ridicola illusorietà, non possiamo però considerarla come una facile scusa o uno sforzo metatestuale di “coprirsi le spalle” davanti a potenziali critici o interpreti. L’ethos di questa poesia è determinato anche dalla tensione tra l’essere conscio della relativa inutilità e stoltezza della creazione poetica e la coscienza di una certa impossibilità a non compiere proprio un tale gesto sciocco”.

Petr Halmay, poeta e prosatore, nasce a Praga nel 1958. Dopo la maturità (1977) svolge varie professioni, soprattutto manuali. Dopo la “rivoluzione di velluto” del 1989 per breve tempo intraprende la carriera di giornalista. Dal 1998 lavora al teatro nazionale di Praga come attrezzista-falegname. La sua ultima raccolta, Koncová světla (Luci di coda, 2005), comprende poesie scritte tra il 1998 e il 2004. Petr Halmay vive a Praga.

COLLANA DI POESIA CONTEMPORANEA (12X17) 
QUERCUS SUBER

 

Dario Bertini
PROVE DI NUOTO NELLA BIRRA SCURA

 Prove di nuoto nella birra scura edizioni del Foglio Clandestino
100 pagine – 8 €uro – 12 x 17 cm. – ISBN 978-88-905434-9-4. Terza edizione
Quercus suber – 4. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Absinth – Berlino, 2014. Fotografia di Batsceba Hardy.

Nelle poesie di Bertini ci sono molti oggetti. Frigoriferi che fanno da rimedio al caldo e, dopo, non funzionano più. Radio da usare, toccare e trasformare. Bicchieri pieni e bicchieri vuoti… Ci sono, poi, cose da immaginare: tende tirate, poltrone consumate, voci un po’ roche come in un blues. La nebbia di quando stai arrivando a Pavia[…] È un libro dove contano le cucine e comandano gli elettrodomestici. Prove di nuoto nella birra scura è un libro malinconico ma anche ironico e allegro, a suo modo. Non è mai grigio, è a più colori, un libro dove vince il blu. Sono versi che dicono malinconia, che dicono nostalgia. Sono, a volte, struggenti ballate, che fanno pensare a certi posti dell’America, a certi suoi poeti. Sono poesie che dicono di molte solitudini e che mai cessano di cercare compagnia. Sono un viaggio». Dalla recensione di G. Montieri dal sito Poetarum Silva

Dario Bertini  è un contrabbandiere: da anni introduce clandestinamente poesia in pub, bar, piazze e camere in affitto. Nato a Legnano (Milano) nel 1988, abita a Pavia. Ha pubblicato nel 2014 con Edizioni del Foglio Clandestino Prove di nuoto nella birra scura (giunto ora alla terza edizione), una raccolta dal titolo Distilleria di contrabbando (Cardano, Pavia 2009, con una prefazione di Claudio Lolli) e un omonimo disco di canzoni e poesie nato dalla collaborazione con Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones. Con Sigismundus Editrice, nel 2012, ha pubblicato la raccolta Frequenze clandestine (postfazione di Andrea De Alberti). Organizza reading ed eventi culturali, fra cui la rassegna mensile “Poesie al tavolino”. Malgrado tutto questo è ancora vivo.

Umbria Poesia 2016: Elena Zuccaccia intervista Dario Bertini

Una buona soluzione è continuare a respirare,
mantenere costante la frequenza cardiaca,
insediare le stanze dei polmoni
col fiato necessario a rimanere in piedi
e contare fino a centomila
fino a quando capisci
che allora essere vivi è avere una stazione nella testa
con taxi, criminali e polizia,
grandi tabelloni orari, uomini in giacca
e donne quasi nude
e un bambino coi pantaloni corti
che deve andare in bagno
(perché qualcuno sempre cerca il bagno,
così il prossimo verso sar
di un chiarissimo giallo)
e ogni tanto c’è qualcuno che arriva, qualcuno
[che parte
e tutti insieme gridano il tuo nome
solamente per farti voltare.

Ci sono viaggi che non conducono
in nessun luogo:
allora questa non è una strada
è uno spazzino stanco,
questo non è un lampione
è una ragazza dimenticata,
non è neppure un autobus
è un transatlantico, una balena
un pianeta al centro del cosmo
insomma, puoi credere quanto vuoi
che la notte sia meno noiosa
durante un incendio
o una fuga di gas
ma dubito fortemente
che mentre la tua casa va a fuoco
tu possa assaporare la bellezza
di sentirti parte di una stella


Claudio Sanfilippo
MAL DI TERRA

978-88-940190-2-5
176 pagine – 12 €uro – 12 x 17 cm – ISBN 978-88-940190-2-5
Quercus Suber – 6. Progetto grafico di D. D’Angelo. In copertina: fotografia di R. Giavaldi. Note di N. Svampa e N. Garofalo.

La raccolta si apre con un’immersione nella memoria carsica del lessico famigliare con le poesie della sezione Nel sangh che rüsa’l vent, nate in un particolare momento della vita dell’autore in cui, come egli stesso racconta, si è sentito in una sorta di bolla sfuocata in cui pensava e scriveva in milanese. Da quel “Mal di terra”, quella sensazione cioè che può capitare a chi va per mare per un lungo periodo, e una volta sbarcato prova una specie di mal di mare all’incontrario, nascono invece le poesie della sezione omonima, scritte tra il 2006 e il 2014. Sono figlie di questo malessere di confine, quando sentiamo il mondo un po’ straniero e malfermo, in preda a un equilibrio diverso, superato immaginando una rotta ritrovata, un ritorno.

Claudio Sanfilippo è nato a Milano nel 1960, la sua attività artistica è prevalentemente dedicata alla musica. Ha pubblicato sei album tra i quali Stile Libero (“Targa Tenco 1996”). Sue canzoni sono state interpretate da altri artisti tra cui ricordiamo Mina, Finardi, De André, Bertoli. Sua la sigla RAI per i mondiali di calcio 2014, La palla è rotonda, cantata da Mina. Nel 2013 con C. Fava e F. Orselli ha ideato “Scuola Milanese. www.claudiosanfilippo.it

Daniele Gennaro
Poesie d’amore per un anno
con 6 ritratti fotografici di A. Stra

978-88-905434-5-6

110 pagine – 9 €uro – 12 x 17 cm – ISBN 978-88-905434-5-6
Quercus suber – 3. Con 6 ritratti fotografici di A. Stra Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Verso ovest… N 98, 2008. Fotografia di A. Stra. Nota di M. Barbaro

Con un’innocenza di cui ormai sospettiamo, la poesia di Gennaro ci pone davanti un nodo indigesto e forse indigeribile: «poesie d’amore». È possibile scrivere? Scrivere d’amore? O, piuttosto, sotto sua dettatura? Dittatura? Intreccio di questioni che nascondono il nodo sottostante, il nodo dei nodi: amare? La vita, cosa agghiacciante e terribile, splendida e meravigliosa. Tutto insieme. Forse solo così si viene a capo dell’impasse della sua banalità. La vita è. E lo stesso è dell’amore, sommo male e bene, intrecciati. Illusione oscura. La scrittura di Gennaro ci dice, in fondo, che la felicità è «argine», come «di campi lasciati a maggese», e l’amore, limite. Quella dell’amore è «verità umida», contro ogni sano cinismo. Il dolore, che a ben altre conclusioni ci porterebbe, è «spiraglio di verità, sogno». Ai nostri occhi aperti, spalancati, la poesia ci oppone che «È tutto così bello, semplice, necessario / alla luce, alla strada che curva leggera / sul cuscino, dentro il giorno che finisce». Massimo Barbaro

Daniele Gennaro nasce nel 1959 in una famiglia operaia alla periferia di Alessandria. Dopo la laurea si specializza in Psichiatria. Di indole curiosa e inquieta è da sempre appassionato e onnivoro lettore. È solo da pochi anni che riprende a scrivere poesie e brevi prose poetiche. Attualmente dirige due Comunità Terapeutiche (spesso legge agli ospiti delle poesie e li invita a cimentarsi nella scrittura.

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©Andrea Strà da Poesie d’amore per un anno

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©Andrea Strà da Poesie d’amore per un anno

Rossella Maiore Tamponi
LE CAMERE ATTIGUE
978-88-905434-0-1

118 pagine – 9 €uro – 12 x 17 cm. – ISBN 978-88-905434-0-1
Quercus suber – 2. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: via Moscova, 2009. Fotografia di G. Gavioli

Una città che cresce a dismisura, dimensione orizzontale e metropolitana di una realtà che non conosce limite. “Camere attigue”, invece, dove ogni limite è confine; un io smarrito alla ricerca di sé nella dimensione verticale di un’ascesi che procede faticosamente fra i meandri di una quotidianità urbana e irrisolta. Unica risorsa, lo sguardo, ma quello di una madre, e una parola attenta, penetrante, perché “scovata” nel respiro di chi la dice. Un percorso intimo, mappa di una solitudine dove l’equilibrio è concepito come tensione, fra interno ed esterno, maschile e femminile, grembo, involucro, e assenza e ricerca di significato. Una testimonianza di vita, intensa perché comune e mai banale. E un lavoro prezioso; una poesia destinata a rimanere oltre la pronuncia. (Dalla nota di F. Scaramozzino)

Rossella Maiore Tamponi (Tempio Pausania, 1968). Vive e lavora a Genova. È impegnata in una dimensione di ricerca orientata verso dialoghi, versioni e afflati tra poesia, immagine, teatro e musica. Le camere attigue è la prima pubblicazione di un’opera completa. L’opera ha vinto il Premio “Saccisica” 2013.

Massimo Barbaro
NEI GIARDINI DEGLI SCETTICI

978-88-902114-5-4
148 pagine – 10 €uro – 12 x 17 cm – ISBN 978-88-902114-5-4
Quercus suber – 1 – Progetto grafico di G. Gavioli. Copertina di G. Franceschi

Variazioni di silenzi, epifanie della parola… Un attimo di sospensione assoluta. (M. Ercolani)

La poesia di Massimo Barbaro esprime il pacato sbigottimento di chi, accordata la lira al silenzio delle cose, registra tuttavia in esse frammenti di significati emergenti. Nel tentativo di accedere all’ascolto puro si odono, dagli interstizi delle cose, tracce a loro modo eloquenti che disdegnano la metafisica della grammatica. Che si possa poi proferir parola, «che un uomo e una donna si parlino» costituisce la speranza della nostra strana specie e la speranza implicita in questi versi scanditi nel tempo che «si accartoccia», infusi d’una sensibilità raffinatamente riluttante. Ordinarie rivelazioni ci raggiungono per il momento (for the time being). Come nelle riprese deliberatamente a vuoto di Antonioni, quando lasciava che l’obiettivo indugiasse a registrare passivamente, discretamente, in modo tenero e a un tempo implacabile, il non-evento, il quotidiano che ci illudiamo di conoscere. (Dall’introduzione di M. Bazzano).

Massimo Barbaro è nato a Taranto nel 1962. Dalla metà degli anni ’80 ha pubblicato articoli e poesie su diverse riviste e una raccolta di poesia (Il silenzio interrotto, Firenze, Firenze Libri, 1989). È autore di saggi brevi e testi di critica filosofica e letteraria; ha collaborato con «Fuoricasa.Poesia», «Dissenzoo.com»; scrive per le riviste «Kàinos», «Dissidenze.com», «Il Foglio Clandestino», «Secolo Zero». È presente in diverse antologie. Dal 2004 gestisce il blog System Error. Apofatie, aplografie…

 

INTERNO 10
COLLANA DI POESIA CONTEMPORANEA 

Dopo “Lo sposalizio del tempo” e “Le regole della rosa” la nuova raccolta  di Emilio Paolo Taormina, poeta siciliano tradotto in 9 lingue e vincitore del Premio Mignosi

Emilio Paolo Taormina
LA CENGIA DEL CORVO
14 euro – 13x18 – ISBN 978-88-940190-5-6

Collana Interno 10 – 4

la cengia del corvo (16)

[…] Il frammento e la misura coi limiti del silenzio sono ormai definitivi e distintivi nella cifra stilistica di Paolo Emilio Taormina. L’unico spazio praticabile sul margine della scrittura poetica – anche della lettura, a essere molto radicali. Quello che alle prime prove in Taormina poteva sembrare un eccesso, ne La cengia del corvo acquista ora una maturità e un tratto ormai irrinunciabile. Non è più solo questione dei punti di riferimento letterari (ermetismi, componimenti brevi orientali…); la filigrana poetica di Taormina non ha a che fare con la vita, con il bios del poeta, neanche quando la memoria è all’opera, neppure quando lo sguardo sul mondo, trasalito, indugia nel passato. Tuttavia, le tracce verticali di Taormina, la curatissima composizione grafica, soluzione originale all’obbligo di affrancarsi da ogni naiveté e da ogni possibile accusa di versificazione eccessiva, tirano in ballo la vita ogni momento: non quella del poeta, ma la sua capacità (un tempo avremmo detto sensibilità) di trasmettere sensazioni primarie, luoghi, e idee che ci appartengono, che con facilità estrema il  lettore fa proprie, nella propria rielaborazione, ancorché riflessa, comunque autorale: questo è – nient’altro – la poesia, ecco perché leggiamo poesia, e forse, anche una ragione del fatto che è più facile scriverla, la poesia, che leggerla:

«i poeti siedono / negli angoli dei caffè / parlano coi baristi / conservano / fischi di navi e treni / come cartoline ricordo / la poesia solleva / gli uomini / un palmo dalla terra»;

eppure, gli uomini che si sollevano – quei pochi – lo fanno poggiando per terra il palmo delle mani. Le loro mani. Dalla Nota di lettura di Massimo Barbaro

Da “La cengia del corvo”

per tenerlo
segreto
ho scritto
il tuo nome
con la schiuma
del mare

***

tra campanili
e case bombardate
un cielo di rondini
cercava  il nido

***

sono un bambino
che abita
nel corpo
di un vecchio
quando lui dorme
mi affaccio
ai suoi occhi
e gioco col mondo

***

formiche si affannano
a trascinare
l’ala di una farfalla
non sanno che
non impareranno mai
a volare

***

un libro
che hai amato
lo riconosci
anche al buio
tocchi il dorso
lo senti
come le tue dita
sfogli le pagine
le carezzi
come il volto
della tua donna
trovi il taglio
dei suoi occhi

“Emilio Paolo Taormina è un poeta puro, come da sempre è stato. Puro nel senso storico-estetico perché seguace di quella forma di poesia che ebbe in Ungaretti il principale maestro e che segnò la caratterizzazione precipua della lirica del novecento; ma anche per una significazione più corrente, giacché a leggere quanto ha prodotto e continua a produrre lo si percepisce come soggetto astratto dalla visione della vita come vicenda e tutto inteso ad un uso della parola come vita: una parola che evidenzia, fissa il gesto, lo contempla, a volte dissacra, sempre crea frammenti e sottili vibrazioni. Ed ormai, con quest’ultimo libro, La cengia del corvo, possiamo dire senza remore che è un poeta grande, perché è un libro che sa davvero di capolavoro. Va bene che la poesia attraverso i tempi suole vivere di alte tematiche e quindi di corposità testuali, ma non si può restare indifferenti e non sapere fare i conti anche con la rarità di un prodotto, se questo viene da eccezionale fedeltà ad un itinerario creativo, omogeneo nelle sue caratterizzazioni, originale nel suo proporsi come stile. E’ il Taormina che canta il dettaglio, dà voce ai margini, addensa visioni di luoghi, immagini e sensazioni in una serie infinita di quadri e quadretti che si susseguono come tenuti insieme da un filo armonico che fa pensare alle sonate di Bach. Qualsiasi pagina si apre di questo libro, qualsiasi luogo di esso, preso anche a caso, esercita singolare attrattiva –ecco il prodigio- e consente di cogliere quanto sottende a quella che pare solo autocontemplazione dell’autore, ma che nell’insieme è senso di condanna alla malinconia del perduto, struggente nostalgia del disperso. Ingredienti questi che nella vera poesia sempre tornano”. Elio Giunta

 

Evandro Della Serra
FAÌVE (FAVILLE). POESIE PER LA CAPITANA
978-88-940190-3-2

128 pagine – 10 €uro – 12 x 20 cm. – ISBN 978-88-940190-3-2
Interno 10 – 3. Grafica di D. D’Angelo. In copertina: digital art work di El Mod. Esaurito

In questa raccolta poetica Evandro Della Serra racconta se stesso attraverso il dialetto di San Donà di Piave, una lingua nativa che meglio esprime la durezza di alcuni aspetti dell’esistenza, una scelta di efficacia, una radice che nasce dal contatto con la vita quotidiana del luogo. La sua scrittura non cerca di piacere, non è mezzo di abbellimento del reale e del mondo ma uno strumento per comunicare con gli oggetti che si hanno intorno, per misurarsi con se stesso e con gli altri.

Evandro Della Serra non esiste. Se esistesse sarebbe nato il 15 giugno del 1961, avrebbe avuto una vita travagliata e avventurosa. Ma non esiste. Quello che scrive le poesie al posto suo è un ignorantissimo, gretto indigeno della Piave di cui non val nemmeno la pena ricordare il nome. […]

 

Emilio Paolo Taormina
LE REGOLE DELLA ROSA

978-88-905434-7-0

126 pagine – 8 €uro – 12 x 20 cm – ISBN 978-88-905434-7-0
Interno 10 – 2. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Nel giardino della luna. Fotografia di M. Di Santo

La vita non esiste; le cose, esistono. E c’è chi continua, poeticamente, a tenere traccia, a ritracciarsi nelle forme brevi della poesia. Una cifra stilistica asciutta sino all’eccesso, spezzata, lineare, un dripping di parole e immagini a pennello fermo; e tratti fugaci, irrimediabili. La parola nomina l’assenza, è costituita di assenza, ha radici e scopo nel silenzio. La scrittura si ricompone per il peso leggero di un’impronta di unità malinconica, in cui chi legge può tentare un’immedesimazione distaccata e misurata. Il silenzio è necessario. Nella scrittura, però, noi siamo e poi anche non siamo. La parola scritta, la polisemia poetica, resta come distanziazione dal vissuto, una delle poche ancora possibili, con rapidità, brevità, nei bordi taglienti dei versi di Taormina nei quali la malinconia sorge dagli estremi del paradosso. (M. Barbaro)

Emilio Paolo Taormina è nato nel 1938 a Palermo dove vive. Sue opere sono state tradotte in 9 lingue. È presente in antologie e riviste internazionali. Per le nostre edizioni oltre alla raccolta poetica Le regole della rosa ha pubblicato il volume Lo sposalizio del tempo con cui ha ottenuto il Premio “Pietro Mignosi” 2010, per la sezione ‘Poesia’, e i racconti di Inchiostro. Nel 2014 ha ricevuto la Targa speciale della 4ª edizione del Premio di poesia “Arte d’amare”.

Emilio Paolo Taormina
LO SPOSALIZIO DEL TEMPO

978-88-902114-9-2

124 pagine – 8 €uro – 12 x 20 cm – ISBN 978-88-902114-9-2
Collana Interno 10 – 1. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Maree disegno di M. Barraco

Lo sposalizio del tempo ha vinto il Premio “Pietro Mignosi” 2010, per la sezione ‘Poesia’.

Nei versi de Lo sposalizio del tempo, brevi e rapidi come i granelli che scorrono nella clessidra, si assiste a un continuo flusso tra visioni, pensieri, ricordi. Tale flusso è impregnato di quella sfuggente sostanza che è il tempo. Tutto trapassa, eppure il filo che annoda tali oggetti temporali è la parola poetica, la quale congiunge e sostiene ciò che può andare perduto. Il poeta è accompagnato, nel suo percorso, dal femminile, presenza ricorrente che assume di volta in volta sembianze puramente naturali, metamorfiche o enigmatiche.

È un invito a un viaggio interiore che permetterà la (ri)scoperta di paesaggi mediterranei, volti, dettagli quotidiani, sensazioni che appartengono alla dimensione più intima del proprio essere. “nella parola / trovai / il limo / di antiche / terre / e la chiave / di un calendario / astronomico” (Dalla nota di S. Lagrotteria)

Scrittura del frammento e della dislocazione, il lavoro in versi di Taormina è lavoro di una vita, lettura che richiede l’impegno di entrare nella misura e nella durata, nelle pieghe delle immagini. Adeguato il respiro, sabbia, mare, coralli, tramonto, stelle, onde, i segni lasciati nell’uomo dalla terra. (Dalla nota di M. Barbaro)

Emilio Paolo Taormina è nato nel 1938 a Palermo dove vive. Sue opere sono state tradotte in albanese, armeno, croato, francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco. È presente in antologie e riviste internazionali. Per le nostre edizioni ha già pubblicato oltre alvolume Lo sposalizio del tempo con cui ha ottenuto il Premio “Pietro Mignosi” 2010, per la sezione ‘Poesia’, Le regole della rosa e i racconti di Inchiostro. Per il suo impegno letterario nel giugno 2014 ha ricevuto la Targa speciale della 4ª edizione del Premio di poesia “Arte d’amare”.

 


 

FUORI COLLANA
Leo Paolazzi / Antonio Porta
Poesie in forma di cosa (opere 1959-1964) a cura di R. Liedl P. con un testo di M. Bertoni

978-88-905434-2-5
48 pagine – 18 €uro – ISBN 978-88-905434-2-5
300 copie numerate. ESAURITO

Una parola vuol dire la cosa,
e il modo di vivere
radendo i ciuffi e le foreste intense
[…]
1958 (inedita)

Le opere di Leo Paolazzi (che non aveva ancora deciso di chiamarsi Antonio Porta) riprodotte in questo libro sono sconosciute: soltanto alcune “cronache” del 63-64 erano state pubblicate per merito di Vincenzo Accame che le aveva commentate nel 1999 sulla rivista «Avanguardia». «Queste poesie sono nate come collage. Sollecitando, cioè, l’informazione quotidiana nel senso giusto, nella direzione del grande caos e dell’enigma, dell’ambiguità del presente e del significato degli atti di cui ci giunge notizia attraverso la stampa. Di fatto ho ritagliato dal linguaggio dei quotidiani ciò che era veramente significativo, ciò che era implicito e vergognoso; o anche, nel gran mare dell’informazione, ho cercato di sorprendere gli accostamenti necessari, i nessi tenuti nascosti e le analogie sostanziali. Di qui i veri e propri collages, sui quali ho ripetuto, seppure in diverse proporzioni, l’operazione della scelta e della sorpresa. ricavando le poesie dell’Enigma naturale. Si tratta, in certo modo, di nuovi epigrammi, intendendo, naturalmente, con questa definizione, quel genere di poesia che interviene più direttamente nel confronto con la realtà, con una più violenta carica di ironia e grottesca deformazione. Deformazione dell’informazione, appunto, necessaria per arrivare a quella autentica: l’epigramma ha sempre assolto a questo compito, ed ora, con rinnovata violenza, attacca frontalmente l’immagine della società». (A. Porta in «Malebolge», Anno 1, numero 1, Milano, 1964, pag. 61). Quando insieme a Niva Lorenzini ho cercato i primi documenti poetici per la pubblicazione presso Garzanti nel 2009 di Tutte le poesie che lei ha curato con una intensa e documentata introduzione le ho mostrato anche i collage del 1959 che Antonio ha conservato in una valigetta di pelle come un bene prezioso, come quando si conservano ricordi speciali. Da allora li ho sentiti premere per uscire dal chiuso ed essere conosciuti e visti. […] Io sono la semplice testimone di quanto fosse profonda, per Antonio, la necessità fisica di attraversare molti linguaggi, anche visivi, per nutrirsi e vivere, quasi fossero per lui ossigeno o cibo che trasformava nel suo “fare poesia”. E oggi io sono sorpresa e senza parole. Spero nella vostra curiosità, e so che scoprirete come un libro ‘senza parole’ possa indicare il senso del lavoro che dal prelinguistico ha reso visibile nella scrittura la nascita della poesia di Antonio Porta. (Rosemary Liedl P.)

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