INTERNO 10

INTERNO 10
COLLANA DI POESIA CONTEMPORANEA 

Dopo “Lo sposalizio del tempo” e “Le regole della rosa” la nuova raccolta  di Emilio Paolo Taormina, poeta siciliano tradotto in 9 lingue e vincitore del Premio Mignosi per la poesia.

Emilio Paolo Taormina
LA CENGIA DEL CORVO
14 euro – 13x18 – ISBN 978-88-940190-5-6
Collana Interno 10 – 4

la cengia del corvo (16)

[…] Il frammento e la misura coi limiti del silenzio sono ormai definitivi e distintivi nella cifra stilistica di Paolo Emilio Taormina. L’unico spazio praticabile sul margine della scrittura poetica – anche della lettura, a essere molto radicali. Quello che alle prime prove in Taormina poteva sembrare un eccesso, ne La cengia del corvo acquista ora una maturità e un tratto ormai irrinunciabile. Non è più solo questione dei punti di riferimento letterari (ermetismi, componimenti brevi orientali…); la filigrana poetica di Taorminanon ha a che fare con la vita, con il bios del poeta, neanche quando la memoria è all’opera, neppure quando lo sguardo sul mondo, trasalito, indugia nel passato. Tuttavia, le tracce verticali di Taormina, la curatissima composizione grafica, soluzione originale all’obbligo di affrancarsi da ogni naiveté e da ogni possibile accusa di versificazione eccessiva, tirano in ballo la vita ogni momento: non quella del poeta, ma la sua capacità (un tempo avremmo detto sensibilità) di trasmettere sensazioni primarie, luoghi, e idee che ci appartengono, che con facilità estrema il  lettore fa proprie, nella propria rielaborazione, ancorché riflessa, comunque autorale: questo è – nient’altro – la poesia, ecco perché leggiamo poesia, e forse, anche una ragione del fatto che è più facile scriverla, la poesia, che leggerla:

«i poeti siedono / negli angoli dei caffè / parlano coi baristi / conservano / fischi di navi e treni / come cartoline ricordo / la poesia solleva / gli uomini / un palmo dalla terra»;

eppure, gli uomini che si sollevano – quei pochi – lo fanno poggiando per terra il palmo delle mani. Le loro mani. Dalla Nota di lettura di Massimo Barbaro

Da “La cengia del corvo”

per tenerlo
segreto
ho scritto
il tuo nome
con la schiuma
del mare

***

tra campanili
e case bombardate
un cielo di rondini
cercava  il nido

***

sono un bambino
che abita
nel corpo
di un vecchio
quando lui dorme
mi affaccio
ai suoi occhi
e gioco col mondo

***

formiche si affannano
a trascinare
l’ala di una farfalla
non sanno che
non impareranno mai
a volare

***

un libro
che hai amato
lo riconosci
anche al buio
tocchi il dorso
lo senti
come le tue dita
sfogli le pagine
le carezzi
come il volto
della tua donna
trovi il taglio
dei suoi occhi

“Emilio Paolo Taormina è un poeta puro, come da sempre è stato. Puro nel senso storico-estetico perché seguace di quella forma di poesia che ebbe in Ungaretti il principale maestro e che segnò la caratterizzazione precipua della lirica del novecento; ma anche per una significazione più corrente, giacché a leggere quanto ha prodotto e continua a produrre lo si percepisce come soggetto astratto dalla visione della vita come vicenda e tutto inteso ad un uso della parola come vita: una parola che evidenzia, fissa il gesto, lo contempla, a volte dissacra, sempre crea frammenti e sottili vibrazioni. Ed ormai, con quest’ultimo libro, La cengia del corvo, possiamo dire senza remore che è un poeta grande, perché è un libro che sa davvero di capolavoro. Va bene che la poesia attraverso i tempi suole vivere di alte tematiche e quindi di corposità testuali, ma non si può restare indifferenti e non sapere fare i conti anche con la rarità di un prodotto, se questo viene da eccezionale fedeltà ad un itinerario creativo, omogeneo nelle sue caratterizzazioni, originale nel suo proporsi come stile. E’ il Taormina che canta il dettaglio, dà voce ai margini, addensa visioni di luoghi, immagini e sensazioni in una serie infinita di quadri e quadretti che si susseguono come tenuti insieme da un filo armonico che fa pensare alle sonate di Bach. Qualsiasi pagina si apre di questo libro, qualsiasi luogo di esso, preso anche a caso, esercita singolare attrattiva –ecco il prodigio- e consente di cogliere quanto sottende a quella che pare solo autocontemplazione dell’autore, ma che nell’insieme è senso di condanna alla malinconia del perduto, struggente nostalgia del disperso. Ingredienti questi che nella vera poesia sempre tornano”. Elio Giunta

 

Evandro Della Serra
FAÌVE (FAVILLE). POESIE PER LA CAPITANA
978-88-940190-3-2

128 pagine – 10 €uro – 12 x 20 cm. – ISBN 978-88-940190-3-2
Interno 10 – 3. Grafica di D. D’Angelo. In copertina: digital art work di El ModFuori catalogo

In questa raccolta poetica Evandro Della Serra racconta se stesso attraverso il dialetto di San Donà di Piave, una lingua nativa che meglio esprime la durezza di alcuni aspetti dell’esistenza, una scelta di efficacia, una radice che nasce dal contatto con la vita quotidiana del luogo. La sua scrittura non cerca di piacere, non è mezzo di abbellimento del reale e del mondo ma uno strumento per comunicare con gli oggetti che si hanno intorno, per misurarsi con se stesso e con gli altri.

Evandro Della Serra non esiste. Se esistesse sarebbe nato il 15 giugno del 1961, avrebbe avuto una vita travagliata e avventurosa. Ma non esiste. Quello che scrive le poesie al posto suo è un ignorantissimo, gretto indigeno della Piave di cui non val nemmeno la pena ricordare il nome. […]

 

Emilio Paolo Taormina
LE REGOLE DELLA ROSA

978-88-905434-7-0

126 pagine – 8 €uro – 12 x 20 cm – ISBN 978-88-905434-7-0
Interno 10 – 2. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Nel giardino della luna. Fotografia di M. Di Santo

La vita non esiste; le cose, esistono. E c’è chi continua, poeticamente, a tenere traccia, a ritracciarsi nelle forme brevi della poesia. Una cifra stilistica asciutta sino all’eccesso, spezzata, lineare, un dripping di parole e immagini a pennello fermo; e tratti fugaci, irrimediabili. La parola nomina l’assenza, è costituita di assenza, ha radici e scopo nel silenzio. La scrittura si ricompone per il peso leggero di un’impronta di unità malinconica, in cui chi legge può tentare un’immedesimazione distaccata e misurata. Il silenzio è necessario. Nella scrittura, però, noi siamo e poi anche non siamo. La parola scritta, la polisemia poetica, resta come distanziazione dal vissuto, una delle poche ancora possibili, con rapidità, brevità, nei bordi taglienti dei versi di Taormina nei quali la malinconia sorge dagli estremi del paradosso. (M. Barbaro)

Emilio Paolo Taormina è nato nel 1938 a Palermo dove vive. Sue opere sono state tradotte in 9 lingue. È presente in antologie e riviste internazionali. Per le nostre edizioni oltre alla raccolta poetica Le regole della rosa ha pubblicato il volume Lo sposalizio del tempo con cui ha ottenuto il Premio “Pietro Mignosi” 2010, per la sezione ‘Poesia’, e i racconti di Inchiostro. Nel 2014 ha ricevuto la Targa speciale della 4ª edizione del Premio di poesia “Arte d’amare”.

Emilio Paolo Taormina
LO SPOSALIZIO DEL TEMPO

978-88-902114-9-2

124 pagine – 8 €uro – 12 x 20 cm – ISBN 978-88-902114-9-2
Collana Interno 10 – 1. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Maree disegno di M. Barraco

Lo sposalizio del tempo ha vinto il Premio “Pietro Mignosi” 2010, per la sezione ‘Poesia’.

Nei versi de Lo sposalizio del tempo, brevi e rapidi come i granelli che scorrono nella clessidra, si assiste a un continuo flusso tra visioni, pensieri, ricordi. Tale flusso è impregnato di quella sfuggente sostanza che è il tempo. Tutto trapassa, eppure il filo che annoda tali oggetti temporali è la parola poetica, la quale congiunge e sostiene ciò che può andare perduto. Il poeta è accompagnato, nel suo percorso, dal femminile, presenza ricorrente che assume di volta in volta sembianze puramente naturali, metamorfiche o enigmatiche.

È un invito a un viaggio interiore che permetterà la (ri)scoperta di paesaggi mediterranei, volti, dettagli quotidiani, sensazioni che appartengono alla dimensione più intima del proprio essere. “nella parola / trovai / il limo / di antiche / terre / e la chiave / di un calendario / astronomico” (Dalla nota di S. Lagrotteria)

Scrittura del frammento e della dislocazione, il lavoro in versi di Taormina è lavoro di una vita, lettura che richiede l’impegno di entrare nella misura e nella durata, nelle pieghe delle immagini. Adeguato il respiro, sabbia, mare, coralli, tramonto, stelle, onde, i segni lasciati nell’uomo dalla terra. (Dalla nota di M. Barbaro)

Emilio Paolo Taormina è nato nel 1938 a Palermo dove vive. Sue opere sono state tradotte in albanese, armeno, croato, francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco. È presente in antologie e riviste internazionali. Per le nostre edizioni ha già pubblicato oltre alvolume Lo sposalizio del tempo con cui ha ottenuto il Premio “Pietro Mignosi” 2010, per la sezione ‘Poesia’, Le regole della rosa e i racconti di Inchiostro. Per il suo impegno letterario nel giugno 2014 ha ricevuto la Targa speciale della 4ª edizione del Premio di poesia “Arte d’amare”.

 

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