QUERCUS SUBER

COLLANA DI POESIA CONTEMPORANEA (12X17)
QUERCUS SUBER

 

Dario Bertini
PROVE DI NUOTO NELLA BIRRA SCURA

 Prove di nuoto nella birra scura edizioni del Foglio Clandestino
100 pagine – 8 €uro – 12 x 17 cm. – ISBN 978-88-905434-9-4. Terza edizione
Quercus suber – 4. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Absinth – Berlino, 2014. Fotografia di Batsceba Hardy.

Nelle poesie di Bertini ci sono molti oggetti. Frigoriferi che fanno da rimedio al caldo e, dopo, non funzionano più. Radio da usare, toccare e trasformare. Bicchieri pieni e bicchieri vuoti… Ci sono, poi, cose da immaginare: tende tirate, poltrone consumate, voci un po’ roche come in un blues. La nebbia di quando stai arrivando a Pavia[…] È un libro dove contano le cucine e comandano gli elettrodomestici. Prove di nuoto nella birra scura è un libro malinconico ma anche ironico e allegro, a suo modo. Non è mai grigio, è a più colori, un libro dove vince il blu. Sono versi che dicono malinconia, che dicono nostalgia. Sono, a volte, struggenti ballate, che fanno pensare a certi posti dell’America, a certi suoi poeti. Sono poesie che dicono di molte solitudini e che mai cessano di cercare compagnia. Sono un viaggio». Dalla recensione di G. Montieri dal sito Poetarum Silva

Dario Bertini  è un contrabbandiere: da anni introduce clandestinamente poesia in pub, bar, piazze e camere in affitto. Nato a Legnano (Milano) nel 1988, abita a Pavia. Ha pubblicato nel 2014 con Edizioni del Foglio Clandestino Prove di nuoto nella birra scura (giunto ora alla terza edizione), una raccolta dal titolo Distilleria di contrabbando (Cardano, Pavia 2009, con una prefazione di Claudio Lolli) e un omonimo disco di canzoni e poesie nato dalla collaborazione con Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones. Con Sigismundus Editrice, nel 2012, ha pubblicato la raccolta Frequenze clandestine (postfazione di Andrea De Alberti). Organizza reading ed eventi culturali, fra cui la rassegna mensile “Poesie al tavolino”. Malgrado tutto questo è ancora vivo.

Umbria Poesia 2016: Elena Zuccaccia intervista Dario Bertini

Una buona soluzione è continuare a respirare,
mantenere costante la frequenza cardiaca,
insediare le stanze dei polmoni
col fiato necessario a rimanere in piedi
e contare fino a centomila
fino a quando capisci
che allora essere vivi è avere una stazione nella testa
con taxi, criminali e polizia,
grandi tabelloni orari, uomini in giacca
e donne quasi nude
e un bambino coi pantaloni corti
che deve andare in bagno
(perché qualcuno sempre cerca il bagno,
così il prossimo verso sar
di un chiarissimo giallo)
e ogni tanto c’è qualcuno che arriva, qualcuno
[che parte
e tutti insieme gridano il tuo nome
solamente per farti voltare.

Ci sono viaggi che non conducono
in nessun luogo:
allora questa non è una strada
è uno spazzino stanco,
questo non è un lampione
è una ragazza dimenticata,
non è neppure un autobus
è un transatlantico, una balena
un pianeta al centro del cosmo
insomma, puoi credere quanto vuoi
che la notte sia meno noiosa
durante un incendio
o una fuga di gas
ma dubito fortemente
che mentre la tua casa va a fuoco
tu possa assaporare la bellezza
di sentirti parte di una stella


Claudio Sanfilippo
MAL DI TERRA

978-88-940190-2-5
176 pagine – 12 €uro – 12 x 17 cm – ISBN 978-88-940190-2-5
Quercus Suber – 6. Progetto grafico di D. D’Angelo. In copertina: fotografia di R. Giavaldi. Note di N. Svampa e N. Garofalo.

La raccolta si apre con un’immersione nella memoria carsica del lessico famigliare con le poesie della sezione Nel sangh che rüsa’l vent, nate in un particolare momento della vita dell’autore in cui, come egli stesso racconta, si è sentito in una sorta di bolla sfuocata in cui pensava e scriveva in milanese. Da quel “Mal di terra”, quella sensazione cioè che può capitare a chi va per mare per un lungo periodo, e una volta sbarcato prova una specie di mal di mare all’incontrario, nascono invece le poesie della sezione omonima, scritte tra il 2006 e il 2014. Sono figlie di questo malessere di confine, quando sentiamo il mondo un po’ straniero e malfermo, in preda a un equilibrio diverso, superato immaginando una rotta ritrovata, un ritorno.

Claudio Sanfilippo è nato a Milano nel 1960, la sua attività artistica è prevalentemente dedicata alla musica. Ha pubblicato sei album tra i quali Stile Libero (“Targa Tenco 1996”). Sue canzoni sono state interpretate da altri artisti tra cui ricordiamo Mina, Finardi, De André, Bertoli. Sua la sigla RAI per i mondiali di calcio 2014, La palla è rotonda, cantata da Mina. Nel 2013 con C. Fava e F. Orselli ha ideato “Scuola Milanese. www.claudiosanfilippo.it

Daniele Gennaro
Poesie d’amore per un anno
con 6 ritratti fotografici di A. Stra

978-88-905434-5-6

110 pagine – 9 €uro – 12 x 17 cm – ISBN 978-88-905434-5-6
Quercus suber – 3. Con 6 ritratti fotografici di A. Stra Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: Verso ovest… N 98, 2008. Fotografia di A. Stra. Nota di M. Barbaro

Con un’innocenza di cui ormai sospettiamo, la poesia di Gennaro ci pone davanti un nodo indigesto e forse indigeribile: «poesie d’amore». È possibile scrivere? Scrivere d’amore? O, piuttosto, sotto sua dettatura? Dittatura? Intreccio di questioni che nascondono il nodo sottostante, il nodo dei nodi: amare? La vita, cosa agghiacciante e terribile, splendida e meravigliosa. Tutto insieme. Forse solo così si viene a capo dell’impasse della sua banalità. La vita è. E lo stesso è dell’amore, sommo male e bene, intrecciati. Illusione oscura. La scrittura di Gennaro ci dice, in fondo, che la felicità è «argine», come «di campi lasciati a maggese», e l’amore, limite. Quella dell’amore è «verità umida», contro ogni sano cinismo. Il dolore, che a ben altre conclusioni ci porterebbe, è «spiraglio di verità, sogno». Ai nostri occhi aperti, spalancati, la poesia ci oppone che «È tutto così bello, semplice, necessario / alla luce, alla strada che curva leggera / sul cuscino, dentro il giorno che finisce». Massimo Barbaro

Daniele Gennaro nasce nel 1959 in una famiglia operaia alla periferia di Alessandria. Dopo la laurea si specializza in Psichiatria. Di indole curiosa e inquieta è da sempre appassionato e onnivoro lettore. È solo da pochi anni che riprende a scrivere poesie e brevi prose poetiche. Attualmente dirige due Comunità Terapeutiche (spesso legge agli ospiti delle poesie e li invita a cimentarsi nella scrittura.

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©Andrea Strà da Poesie d’amore per un anno

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©Andrea Strà da Poesie d’amore per un anno

Rossella Maiore Tamponi
LE CAMERE ATTIGUE
978-88-905434-0-1

118 pagine – 9 €uro – 12 x 17 cm. – ISBN 978-88-905434-0-1
Quercus suber – 2. Progetto grafico di G. Franceschi. In copertina: via Moscova, 2009. Fotografia di G. Gavioli

Una città che cresce a dismisura, dimensione orizzontale e metropolitana di una realtà che non conosce limite. “Camere attigue”, invece, dove ogni limite è confine; un io smarrito alla ricerca di sé nella dimensione verticale di un’ascesi che procede faticosamente fra i meandri di una quotidianità urbana e irrisolta. Unica risorsa, lo sguardo, ma quello di una madre, e una parola attenta, penetrante, perché “scovata” nel respiro di chi la dice. Un percorso intimo, mappa di una solitudine dove l’equilibrio è concepito come tensione, fra interno ed esterno, maschile e femminile, grembo, involucro, e assenza e ricerca di significato. Una testimonianza di vita, intensa perché comune e mai banale. E un lavoro prezioso; una poesia destinata a rimanere oltre la pronuncia. (Dalla nota di F. Scaramozzino)

Rossella Maiore Tamponi (Tempio Pausania, 1968). Vive e lavora a Genova. È impegnata in una dimensione di ricerca orientata verso dialoghi, versioni e afflati tra poesia, immagine, teatro e musica. Le camere attigue è la prima pubblicazione di un’opera completa. L’opera ha vinto il Premio “Saccisica” 2013.

Massimo Barbaro
NEI GIARDINI DEGLI SCETTICI

978-88-902114-5-4
148 pagine – 10 €uro – 12 x 17 cm – ISBN 978-88-902114-5-4
Quercus suber – 1 – Progetto grafico di G. Gavioli. Copertina di G. Franceschi

Variazioni di silenzi, epifanie della parola… Un attimo di sospensione assoluta. (M. Ercolani)

La poesia di Massimo Barbaro esprime il pacato sbigottimento di chi, accordata la lira al silenzio delle cose, registra tuttavia in esse frammenti di significati emergenti. Nel tentativo di accedere all’ascolto puro si odono, dagli interstizi delle cose, tracce a loro modo eloquenti che disdegnano la metafisica della grammatica. Che si possa poi proferir parola, «che un uomo e una donna si parlino» costituisce la speranza della nostra strana specie e la speranza implicita in questi versi scanditi nel tempo che «si accartoccia», infusi d’una sensibilità raffinatamente riluttante. Ordinarie rivelazioni ci raggiungono per il momento (for the time being). Come nelle riprese deliberatamente a vuoto di Antonioni, quando lasciava che l’obiettivo indugiasse a registrare passivamente, discretamente, in modo tenero e a un tempo implacabile, il non-evento, il quotidiano che ci illudiamo di conoscere. (Dall’introduzione di M. Bazzano).

Massimo Barbaro è nato a Taranto nel 1962. Dalla metà degli anni ’80 ha pubblicato articoli e poesie su diverse riviste e una raccolta di poesia (Il silenzio interrotto, Firenze, Firenze Libri, 1989). È autore di saggi brevi e testi di critica filosofica e letteraria; ha collaborato con «Fuoricasa.Poesia», «Dissenzoo.com»; scrive per le riviste «Kàinos», «Dissidenze.com», «Il Foglio Clandestino», «Secolo Zero». È presente in diverse antologie. Dal 2004 gestisce il blog System Error. Apofatie, aplografie…

 

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